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13 Case Famiglia (dal Febbraio 2000) a bassa e media protezione per pazienti con disagio mentale dei DSM della ASL. Secondo una programmazione con i relativi servizi pubblici sono state effettuate dimissioni e nuovi inserimenti
Casaletto Bombelli, Casaletto Dolce Acqua, Casaletto Rappini (C.F. Greppi), Casaletto Frugiuele, Casaletto Fonteiana, Casaletto Avanzini, Imbrecciato V.Pisana - Mas. Imbrecciato V.Lucchese - Fem, Imbrecciato Bagno a Ripoli, Imbrecciato Pescaglia, Imbrecciato V.Valagussa, Ostia Ingrao (CF Ostia), Ostia Giaquinto (CF Acilia)
Co. di Co. Corviale in Via Mazzacurati (dal 2001).
Aperta ad Ottobre 2001 Comunità di convivenza ad alta protezione per iniziali 15 pazienti psichiatrici, in A.T.I. con la Cooperativa CIR che ha fornito il personale infermieristico. Si è assestata, per motivi strutturali, sulla presenza totale di 11 utenti. Nel progetto, di competenza della nostra cooperativa, ruotano complessivamente 11 operatori più un Coordinatore di Struttura. Il pool operatori della nostra cooperativa attualmente è formato da: 9 psicologi (3 dei quali in possesso di diploma di Specializzazione in Psicoterapia) e 3 educatori professionali. Il progetto è articolato in una serie di laboratori terapeutico-riabilitativi di matrice ludico-ricreativa, espressiva e/o psicoeducativa.
Ad oggi i laboratori attivi sono i seguenti:
• laboratorio di Cine-Club
• laboratorio di Lettura dei Giornali
• laboratorio di Cantastorie
• laboratorio di Teatro
• laboratorio di Bricolage.
Inoltre vengono svolte dagli operatori della Coop. Aelle il Punto abilitati, funzioni di carattere più propriamente terapeutico:
• il colloquio individuale (ogni paziente ha colloqui almeno settimanali con uno psicologo)
• il Gruppo Multifamiliare, condotto da due psicologi della Coop.
Le attività risocializzanti prevedono la partecipazione di tutti i pazienti ai due soggiorni estivi annuali e a diverse gite, sulla base di un programma annuale pianificato in collaborazione con la Responsabile Dipartimentale della Struttura. I pazienti, inoltre, vengono coinvolti in corvees quotidiane per i pasti e in turni settimanali per la lavanderia. Nel corso di questi anni è stato affidato agli operatori il compito di accompagnare i pazienti verso una sempre maggiore autonomia nella vita quotidiana; ricostruire la storia clinica ed anamnestica remota e recente; progettare percorsi di riabilitazione psicosociale e interventi di rete; riannodare i fili dei rapporti parentali tramite interventi ad hoc sulle famiglie (incontri con il singolo nucleo familiare, visite domiciliari, gruppi multifamiliari).
Casa Famiglia di Via Revoltella ( da aprile 2007). vedi foto
La Casa Famiglia di via Revoltella è stata aperta, dalla cooperativa Aelle Il Punto, congiuntamente al CSM di via del Casaletto (ASL RM D) nel mese di Aprile 2007 grazie al contributo economico della Fondazione Roma (www.fondazioneroma.it).
Il Progetto, denominato Domus, ha inteso rispondere al bisogno di alcuni utenti, disabili psichici, di proseguire il loro percorso terapeutico in una residenza protetta, come una Casa Famiglia.
A questo proposito, ritieniamo che l’inserimento in una Casa Famiglia sia una fase del percorso riabilitativo significativa e improrogabile, dove i pazienti possano sperimentare autonomia e responsabilità, come anche, la possibilità di vivere pienamente la condizione di “abitare” una casa.
Una casa, a tutti gli effetti, e non una struttura psichiatrica, che supporti e contrasti i meccanismi di istituzionalizzazione, cronicizzazione ed esclusione sociale dei pazienti psichiatrici.
Il sostegno della Fondazione Roma non solo, ci ha consentito di rispondere concretamente al bisogno inevaso di una residenza protetta, ma anche, ci ha permesso di sperimentare nuove modalità d’intervento e di assistenza al disagio. Per la costruzione e realizzazione del progetto, abbiamo utilizzato le risorse del territorio, integrando le risposte dei servizi sociali e sanitari pubblici con la specificità della cooperativa e con l’apporto di risorse private.
Per rispondere alle linee progettuali, anche la scelta della casa è stata molto accurata, si è cercata un’abitazione inserita in un contesto urbano, centrale e ben collegata ai Centri Diurni e al C.S.M. dell’ASL RM D.
L’abitazione di via Revoltella ha risposto a queste caratteristiche, perchè è situata al centro di Monteverde, che è un quartiere “ a misura di uomo” con servizi e luoghi, dove le persone s’incontrano e si riconoscono e la qualità della vita è sufficientemente elevata da consentire l’ascolto e l’accoglienza delle diversità.
La casa è stata allestita con la partecipazione degli utenti stessi, rispettando i loro gusti e le loro richieste, cercando di creare spazi accoglienti e personalizzati.
Gli ospiti, pur proveniendo da storie molto differenti, hanno, nel corso di questo anno, stabilito una buona intesa, hanno imparato a convivere, a rispettarsi, a dividersi le piccole incombenze del quotidiano.
La funzione dell’èquipe della cooperativa, è stata quella di supportarli nelle difficoltà pratiche e psicologiche, di mediare il rapporto con il territorio e nel facilitare la relazione tra di loro e all’esterno della casa .
Ogni utente è in carico al Dipartimento per quello che riguarda gli aspetti sanitari, le cure farmacologiche e psicoterapeutiche, con l’èquipe della cooperativa, si sono elaborati dei percorsi personalizzati adeguati alle capacità ed alle aspirazioni di ognuno, un progetto riabilitativo-personalizzato.
Un percorso che ha attivato, sia le risorse personali che le risorse esterne, che non ha inteso alimentare situazioni di dipendenza dalla struttura ma essere “oggetto” in continua evoluzione e trattativa. Promuovendo co-responsabilità e co-partecipazione del paziente stesso in tutte le fasi del percorso riabilitativo.
Nel corso di questo anno, gli operatori hanno lavorato per instaurare una relazione di fiducia con gli ospiti che ha consentito l’ascolto, l’osservazione e la lettura dei bisogni, sia espressi che impliciti.
Gli utenti sono stati supportati per la realizzazione di un miglioramento delle loro capacità:
• nel prendersi cura della propria persona e degli ambienti della casa;
• nell’instaurare relazioni sociali all’interno della struttura nei rapporti con gli altri utenti e con gli operatori;
• nell’instaurare relazioni sociali all’esterno della casa famiglia, nel territorio, nei gruppi sociali esterni, nei rapporti con amici e familiari;
• nel valutare ed essere consapevoli di sé stessi, anche, della possibilità di costruire e perseguire progetti realistici di avviamento ed inserimento lavorativo.
La finalità ultima del progetto è la “restituzione sociale” degli utenti, la loro uscita dal circuito meramente assistenziale, che comporti un miglioramento sostanziale della qualità della loro vita e la costruizione di un progetto di vita realizzabile e stabile nel tempo.
Centro Diurno di Via Giovagnoli (dal 1994)
Il Centro si configura come una Comunità Terapeutica semi-residenziale, vengono accolti 15 pazienti psicotici gravi e avviato un trattamento terapeutico multi-dimensionale. I pazienti frequentano quotidianamente il centro, dalle ore 8 alle ore 17, vi svolgono attività socio-riabilitative, gruppi terapeutici, colloqui individuali e incontri con le famiglie. La Cooperativa collabora alla conduzione del Centro, dall’anno 1994, in convenzione con il Comune di Roma. Gli operatori che vi lavorano sono 4, svolgono un monte orario settimanale di 32 ore.
Si occupano della conduzione dei Laboratori, in particolare si svolge un Laboratorio Teatrale, un Laboratorio d’Informatica, un Laboratorio di attività sportive e gioco, un Laboratorio di fotografia e costruzione di video. Il Laboratorio di teatro e le attività sportive vengono svolte all’esterno del Centro favorendo i rapporti di scambio con altri luoghi di aggregazione cittadini. Tutti i laboratori o attività utilizzano la tecnica proposta come strumento di meditazione per la costruzione di relazioni gruppali ed individuali. Inoltre, si svolgono uscite settimanali finalizzate al recupero delle capacità di vivere e conoscere il territorio di appartenenza.
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