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Scheda Progetto “Bulloni e bullette”
Tra Settembre 2007 e Settembre 2008 Il progetto è stato promosso dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Giovanili, ai Rapporti con l’Università e alla Sicurezza, Dipartimento XVIII- U.O. Sicurezza Urbana- Ufficio Roma Città Amica in collaborazione con Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. L’intero progetto è stato concepito e realizzato in un’ottica di sistema e di collaborazione con le istituzioni e le associazioni che già si occupavano del problema (l’Osservatorio Regionale del Bullismo Dir. Gen. U.S.R. Lazio, l’Associazione Gruppo Abele, il Centro Nazionale Opere Salesiane, il Ministero della Pubblica Istruzione, L’Unione degli Studenti, cooperative sociali, centri di educazione giovanile, le scuole e i docenti). Il progetto è stato articolato in tre azioni fondamentali:
Nell’ambito dell’intero percorso i laboratori relazionali, svolti da operatori competenti nei gruppi classe, si sono rivelati particolarmente utili: dare la possibilità ai ragazzi di dedicare alcune ore nel corso dell’anno ad attività che inducono a riflettere sulla qualità delle loro relazioni reciproche si è rivelata un’azione tanto semplice quanto efficace, cui dovrebbe essere data da parte degli adulti di riferimento la stessa importanza data ad altri aspetti della vita scolastica. Il Laboratorio sulle dinamiche relazionali aveva lo scopo di fotografare la situazione relazionale delle classi. Le attività proposte hanno avuto come denominatore comune quello di stimolare i ragazzi ad utilizzare linguaggi e modi di comunicare diversi da quelli normalmente utilizzati a scuola. Il fine era quello di offrire possibilità di espressione che andassero oltre la razionalità e la cognitività.. Il percorso era articolato in due incontri di 2 ore ciascuno. L’impostazione iniziale e le singole attività sono state modificate, di volta in volta, per adattarle meglio al tipo di gruppo-classe.
Il Laboratorio di video narrazione è stato progettato con lo scopo di rivalutare in chiave positiva la lettura del contesto di vita dei ragazzi che frequentavano il Centro Giovanile “Godzilla”, nel territorio del Municipio VIII, e di dare loro la possibilità di raccontarlo dal proprio punto di vista. La scelta del mezzo attraverso cui raccontare Torre Maura è stata quasi automatica ed è andata incontro al desiderio espresso dai ragazzi di poter imparare ad utilizzare la videocamera. Il percorso si è sviluppato in 7 incontri con cadenza settimanale. Ha partecipato più assiduamente un gruppo di 6 ragazzi, ma è stata lasciata a tutti la possibilità di partecipare anche a uno o due incontri per non rendere l’esperienza esclusiva e per aderire al principio di libera partecipazione che anima il Godzilla. In tutte le fasi è stato privilegiato il processo piuttosto che la qualità tecnica del lavoro e, per quanto è stato possibile, l’intervento di esperti è stato ridotto al minimo dando risalto alle modalità comunicative ed espressive dei ragazzi.
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